Non è difficile disprezzare l'umana consolazione, quando si ha la divina.
Ma è grande, anzi grandissima cosa, il poter stare senza l'umana e la divina consolazione
ed esser disposti, per amore di Dio, a soffrire di buona voglia l'esilio del cuore, senza cercare
se stessi né guardare ai propri meriti. Che meraviglia, se tu sia ilare e buono quando viene a te la grazia?
Questo momento è sospirato da tutti. Ha un comodo andare chi è portato dalla grazia di Dio.
C'è da stupirsi, se non sente il suo fardello chi è sorretto dall'Onnipotente e guidato dal sommo Condottiero?
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